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Medico dello sport
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Caratteristiche fisiologiche
Dal punto di vista fisiologico le ultratrail sono prove di durata, dove è importante possedere caratteristiche aerobiche e di resistenza.
Gli atleti di punta hanno una massima potenza aerobica (normalizzata per kg di massa corporea) assai elevata e sono capaci di sfruttare un’elevata percentuale della loro massima potenza aerobica in allenamento e in gara.
L’allenamento effettuato continuativamente permette di migliorare la tecnica di locomozione sia in salita che in discesa, migliorando il rendimento e quindi diminuendo il dispendio energetico per unità di percorso.

L’altitudine
L’altitudine comporta una diminuzione della pressione atmosferica e conseguentemente della capacità di utilizzare l’ossigeno. Ciò determina una diminuzione della velocità. La difficoltà, per chi non è abituato, è quella di abbassare i ritmi, anche se si avrebbe voglia di andare più veloci. In questi casi l’utilizzo del cardiofrequenzimetro può aiutare molto. Ovviamente la preparazione deve includere allenamenti in quota, volti anche a capire come reagisce il nostro corpo in altitudine.

Come prepararsi Una gara di 160 km con oltre 11 mila m di dislivello non si può improvvisare! I carichi di lavoro vanno aumentati gradatamente, con una programmazione pluriennale. Non ha senso che chi non ha mai partecipato ad una skymarathon si iscriva a una gara di ultra.
Per rendersi conto se si ha sulle gambe la gara bisogna considerare il chilometraggio e il dislivello settimanale. Per cui in una settimana tipo, tanto più si è lontani da chilometraggio e dislivello di gara, tanto meno si è pronti per affrontare la prova. E poi vanno tenuti in considerazione i “cancelli” e le velocità di percorrenza che ne derivano. Quindi, fate bene i vostri conti e poi agite di conseguenza.


I tratti in salita In genere non presentano difficoltà, ma l’importante è non andare più veloci di quanto non ci si possa permettere. In allenamento e in gara è utile impostare i ritmi attorno alla soglia aerobica e aumentare progressivamente il dislivello.

I tratti in discesa
Sono i più pericolosi, per cui l’allenamento in discesa non deve mai essere sottovalutato.
Per essere efficace deve essere effettuato almeno due volte alla settimana e anche qui bisognerebbe arrivare a percorrere lo stesso dislivello di gara, settimanalmente.

Allenamento in palestra Il lavoro in palestra con i sovraccarichi (pesi) è utile, ma deve essere supervisionato da un istruttore assai qualificato e soprattutto esperto di sport di durata, che focalizzi l’attenzione sul potenziamento mirato alla forza resistente, altrimenti si corre il rischio di aumentare la massa muscolare e di provocare adattamenti metabolici controproducenti.

Test di valutazione
I test di valutazione possono certamente aiutare a capire come preparare al meglio la partecipazione a una ultratrail.
Il primo test da fare è quello antropometrico: misuratevi il peso e la statura, applicate la formula kg/m2 e poi verificate in quale categoria vi collocate: se siete sovrappeso (risultato > 24) è necessario diminuire la percentuale di grasso corporeo, curando l’alimentazione e aumentando cautamente le distanze in allenamento. Se volete essere più precisi rivolgetevi ad un centro di medicina dello sport o di valutazione funzionale e fatevi misurare la percentuale di grasso corporeo.
Il test principale è quello incrementale al nastro trasportatore in salita, con determinazione della soglia aerobica e della soglia anaerobica e eventualmente della massima potenza aerobica. I risultati sono facilmente interpretabili in termini di allenamenti consigliati e controllabili con la frequenza cardiaca.

Chi non dovrebbe partecipare
Tutti coloro che sono affetti da patologie che possono aggravarsi con la pratica di queste attività. Il consiglio è di rivolgersi ai medici specialisti in Medicina dello Sport, scegliendo quelli che ben conoscono gli sport di montagna e gli sport di lunghissima durata. Il certificato di idoneità agonistica è obbligatorio!
Ovviamente un cardiopatico iperteso, con un’importante patologia artrosica del ginocchio o dell’anca dovrebbe scegliere attività sportive alternative.

Le patologie da sovraccarico
Sono sempre in agguato. Si tratta di tendinite, borsite, fascite plantare, fin anche alle fratture da stress. Non sottovalutare i primi sintomi: in genere se un dolore permane per più di 4-5 giorni, tende a ripresentarsi durante o dopo gli allenamenti, non va mai sottovalutato e bisogna rivolgersi a un medico (che è l’unica figura professionale autorizzata a fare diagnosi), e anche qui il consiglio è di rivolgersi ai medici specialisti in Medicina dello Sport, scegliendo quelli che ben conoscono gli sport di montagna e gli sport di lunghissima durata.